Al Castello la Mostra dei Sestieri 2007
Al Castello la Mostra dei Sestieri 2007

Al Castello la Mostra dei Sestieri 2007

Dal 2 al 13 maggio, in occasione dei Solenni festeggiamenti in onore del 450° Anniversario ( 1557 – 2007) dell’Apparizione di N.S. di Montallegro l’antico castello sul mare ospiterà la mostra storica dei Sestieri.

Da 450 anni Rapallo lega la sua storia all’Apparizione della Madonna a Giovanni Chichizola, avvenuta il 2 luglio 1557 sul monte, che da allora si chiamò Montallegro; la “particolare protezione” per la nostra città ed i suoi abitanti è testimoniata dai numerosi ex voto, alcuni della stessa “Communitas Rapallensis”, i più da semplici fedeli che nel momento del bisogno chiesero ed ottennero l’aiuto mariano, che coprono le pareti del Santuario.

I Sestieri rappresentano oggi la tradizione “laica” di festeggiare la Patrona, ruolo svolto ai tempi della Serenissima Repubblica dapprima direttamente dal Podestà, poi dal Capitano e dal XVIII secolo, fino allo scioglimento, dall’Opera dei Fuochi e della musica, della quale i Sestieri rappresentano la naturale continuazione.

Nella mostra, ospitata nelle prestigiose sale dell’Antico Castello del mare, ogni Sestiere espone il meglio di sé, racconta il lavoro di preparazione delle “feste”, che non si limita agli spettacoli dell’ 1, 2, e 3 luglio, ma dura un anno intero ed inizia già il 4 luglio, il “giorno del sonno”, della riflessione e, non da ultimo, dimostra come lo spettacolo pirotecnico non sia un mero momento di svago, di attrattiva turistica, ma un modo per ringraziare ed onorare la Madonna, che Rapallo venera sotto il titolo di “Madonna di Montallegro”.
Il Commissario Straordinario dott. Mario Spanu

La mostra

Il percorso della mostra segue esattamente l’ordine dei “reciammi”. Reciammo, letteralmente, significa “richiamo”. Nei giorni di festa, secondo il calendario tradizionale, i Sestieri salutano la Madonna di Montallegro accendendo colpi singoli di mortaletto ligure “chiamandosi” e “rispondendosi” reciprocamente nel rispetto dell’antica regola.

I singoli colpi di richiamo sono detti tiri. Il primo tiro viene acceso al Langano, dal Sestiere San Michele. Rispondono in ordine Seglio, Borzoli, Cerisola, Cappelletta e Costaguta.

L’ordine di sparo corrisponde esattamente all’ordine geografico dei Sestieri: Seglio il più orientale, San Michele il più occidentale; giunto il giro a Costaguta, esso da San Michele riprende più volte identico, intervallato da analoghi giri di piccole sparate, ove i mortaletti, non più accesi singolarmente, sono collegati l’un l’altro attraverso strisce di polvere nera, stese a terra col tradizionale corno poco prima dell’inizio del rito.

San Michele: il suo colore è l’azzurro perché azzurro è il colore del mare che cinge il Sestiere
Seglio: ha il colore giallo, segno di pericolo, perché il sua patrono san Rocco è il protettore contro le pestilenze
Borzoli: ha il colore rosso perché rosse sono le insegne di San Bartolomeo, patrono del rione
Cerisola ha il bianco, perché è il colore della tradizione e il patrono sant’Agostino ha le insegne di quel colore
Cappelletta: il suo colore è l’arancione, per il colore delle terre argillose che un tempo alimentavano le fornaci presso S.Anna
Costaguta: ha il colore verde per simbolizzare i boschi ed i suoi numerosi uliveti

Il 2 luglio 1557, sul Monte Allegro, apparve la Vergine ad un uomo buono e pio, Giovanni Chichizola, perché fosse latore di un messaggio presso i rapallesi: Maria chiedeva di essere venerata li. A testimonianza del patto rimase il dono di un icona, rappresentante la sua assunzione in cielo. Per mistero angelico il quadretto tornò sul monte quando i rapallesi vollero portarla in città e quando il capitano Nicolò Allegretis, di Ragusa (l’odierna Dubrovnik, in Dalmazia), ne reclamo la proprietà da parte della sua città. Sul luogo venne cosi edificato un santuario, meta di innumerevoli pellegrinaggi e depositario degli ex-voto, testimoni delle tante grazie concesse a chi preghi la Vergine in questa chiesa. Il prodigioso evento ha condizionato la storia della nostra città in questi 450 anni, motivando la radicata tradizione di festeggiare con gli allegri botti dei mortaletti una data cosi significativa. Nell’attività dei Massari rapallesi, la tradizione ed il folclore si fondono, legati da una originaria, forte motivazione religiosa.