
Devozione e folclore in quattro secoli di storia minima rapallese
RAPALLO – I sestieri rapallesi, i rioni civici nei quali ancora oggi i «rapallini» si riconoscono durante i festeggiamenti in onore della loro santa patrona, la Madonna di Montallegro, hanno aperto i propri armadi per raccontare quattro secoli di storia attraverso una mostra che resterà aperta, nelle sale dell’antico castello sul mare, sino al 22 ottobre.
Quella che per molti versi pareva essere una tradizione dalle radici essenzialmente orali si è infatti rivelata una fonte pressoché inesauribile di oggetti ed attrezzi utilizzati per le «sparate» e mai modificati durante i secoli, di immagini sacre e profane, di icone e vessilli amorosamente conservati nelle case private e nei numerosi oratori.
I massari dei sestieri di Bor-zoli, Cappelletta, Cerisola, Costaguta, San Michele e Seglio – gli ultimi due solo recentemente sono tornati ad operare dopo vari anni di oblio – hanno così messo a disposizione del pubblico il materiale gelosamente custodito, riunendolo in una particolarissima quanto ricca mostra che ripercorre non solo le varie fasi storiche delle feste di luglio ma anche la microstoria del borgo attraverso vari secoli, sino alla comparsa delle prime fotografie, nel tardo Ottocento, la vera rivoluzione della memoria storica collettiva.
È una religiosità quasi ferina quella che a volte traspare dalle bandiere, dai labari e dai riti processionali cosi come dal-l’osservare i pesanti motaretti, i «mascoli» – molti dei quali finemente lavorati – che ricolmi di polvere nera e segatura pressata a colpi di mazzuolo veni-vano utilizzati per le sparate.
«Le prime notizie sull’ usanza di sparare colpi in aria per far festa in onore della santa patrona – ricorda Gianni Arena, consigliere delegato alla Cultura risalgono addirittura al Seicento e danno quindi un’idea di quanto come risalga alla notte dei tempi l’usanza che è passata dai colpi di archibugio agli attuali fuochi d artificio. L’iniziativa è stata particolarmente apprezzata da tutti i rapallesi che nelle feste di luglio si riconoscono in modo particolare».
La mostra, direttamente curata dai sestieri e patrocinata dall’assessorato alla Cultura del Comune di Rapallo, resterà aperta sino al 22 ottobre con il seguente orario: 10-12 e 15,30- 18,30, domeniche e festivi compresi.